Vini Rossi per Regione


Il vino rosso

Il rosso è il colore della vita, uno dei colori da cui principalmente il cervello è attratto; rosso è il sangue che pompa vitalmente il nostro cuore, rosso è il colore dell’amore, dell’ira, dell’alba e del tramonto. Rosso è il colore del nostro amato vino, a cui dona una moltitudine di colori che vanno dal porpora al rubino, dal granato al corallo, dal mattone al porpora e chi più ne ha più ne metta. 

Il vino rosso è il custode della nostra storia, l’ambasciatore millenario della vocazione vinicola di milioni e milioni di produttori sparsi nel mondo. Il vino rosso è l’emblema del rapporto inscindibile tra la terra e l’uomo, il punto di incontro tra vecchio e nuovo mondo, tra innovazione tecnologica e rispetto per la terra e le sue tradizioni. Il vino rosso è geografia, è la vetrina di posti impronunciabili, di Paesini sperduti che proprio grazie al vino possono vestirsi d’eccellenza. Tanti luoghi d’Italia legano il loro nome all’immortalità grazie al prestigio dei nostri vini, riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo.

Nel nostro sito troverai una vasta selezione di vini rossi, scelti con esperienza e passione tra le migliori cantine di ogni Regione italiana. 

Cantine storiche toscane o piemontesi, eccellenze vinicole campane o venete, rossi corposi o leggeri, prestigiosi o beverini, antiche realtà e piacevoli outsider, i vini regionali italiani raccontano le radici, le tradizioni, i profumi di ogni angolo più bello del nostro territorio.

Il processo di vinificazione

Il processo di vinificazione in rosso si ottiene solo con uve a bacca scura, lasciando le bucce di quest’ultima a contatto con il mosto nella fase di macerazione. Andiamo adesso a scoprire come si produce il vino rosso, a descrivere le metodologie, i tempi e le tradizioni che portano alla produzione dei vini rossi in Italia e che ci vedono protagonisti nel panorama enologico mondiale. 

La fase primaria per la produzione del vino è senza dubbio quella della vendemmia. In questo periodo, che varia a seconda della stagione, della vite e della morfologia del territorio, si procede alla raccolta delle uve da vino e al loro trasporto in cantina. In questa fase occorre fare attenzione che i grappoli restino integri; la rottura della buccia infatti potrebbe comportare inattesi processi fermentativi e la perdita degli aromi primari dell’uva. Il momento della vendemmia è fondamentale per la riuscita di un vino rosso di qualità. Bisogna considerare infatti che gli acini diventano zuccherini con la maturazione mentre, al tempo stesso, l’acidità si riduce al prolungare della vendemmia. Per ottenere un rosso di qualità, in base al tipo di vino che si vuole realizzare, è importante quindi scegliere bene il momento adatto per vendemmiare. In ogni caso, considerando che generalmente i vini rossi sono meno acidi rispetto ai bianchi, le uve per la produzione di vino rosso vengono raccolte completamente mature e, in certi casi, perfino sovra mature. Il primo processo da compiere per cominciare la produzione del vino è quello della diraspatura, cioè la separazione delle uve dai raspi. I raspi vanno eliminati al principio perché possono trasferire al vino sapori erbacei poco graditi. Per avere una compressione soffice dei grappoli e separarli allo stesso tempo dai prodotti di scarto viene utilizzata generalmente una macchina pigio-diraspatrice.

Il secondo processo si chiama macerazione. Il succo ottenuto dalla pigiatura, detto mosto, viene messo a contatto con le bucce e i vinaccioli dell’uva per dare al vino la colorazione rossa e renderlo più o meno tannico. Il processo di maturazione non supera generalmente le due settimane anche se, alcuni produttori, preferiscono raggiungere il mese pieno di macerazione per realizzare vini più scuri e tannici.  

Comincia così la fase della fermentazione, il processo naturale che consente di trasformare il mosto ottenuto in vino. Gli zuccheri presenti nelle bucce si convertono il succo d’uva in alcol etilico ed anidride carbonica grazie all’azione dei lieviti con gli acidi dell’uva. La temperatura rappresenta un elemento fondamentale per una buona fermentazione del vino, l’aumento di questa infatti accelererà questo processo naturale. Aumentare troppo la temperatura nella fase di fermentazione potrebbe però compromettere le qualità e le caratteristiche del vino. È importante quindi, ai fini della buona riuscita del prodotto, mantenere la temperatura tra i 25 e i 30° durante la fermentazione. 

Una volta esaurito lo zucchero trasformabile i lieviti tendono a depositarsi sul fondo dando origine alla feccia, una poltiglia residuale, formata appunto dai lieviti esausti, che si ottiene a seguito della fermentazione. È a questo punto che comincia il processo di svinatura, il procedimento che consente di eliminare i residui dei lieviti e le bucce dal vino attraverso la filtrazione o la decantazione.

Come ben sappiamo dell’uva non si butta niente. In seguito alla svinatura le vinacce bagnate che rimarranno all’interno del tino subiranno il procedimento di torchiatura. Attraverso la loro pressione si otterrà un ottimo materiale per la distillazione o la concimazione dei campi. 

La penultima fase della vinificazione prende il nome di maturazione. Con questo procedimento il vino viene messo a riposare in botti di legno, in vasche di cemento o in contenitori d’acciaio. Grazie alla maturazione il vino, a questo punto della vinificazione ancora torbido e spiccatamente acido, invecchierà per un periodo che varia da pochi mesi a qualche anno. Il processo di maturazione servirà a conferire al vino tutte le caratteristiche organolettiche di cui dispone. 

L’ultima fase della vinificazione è quella dell’affinamento e della stabilizzazione in bottiglia. Tale fase è necessaria per garantire il giusto equilibrio al vino e poterlo finalmente metterlo in commercio.

In viaggio tra i rossi d'Italia

Il vino rosso è il miglior alleato per accompagnare primi piatti elaborati, carni rosse alla brace e al forno, selvaggina da piuma o da pelo, formaggi semi stagionati e stagionati e tanto altro.

La nostra Penisola presenta una grande varietà di vini rossi divisi per regione. Dalle pendici dell’Etna ai Colli friulani il vino rosso in Italia racconta le storie di uomini, passioni e tradizioni diverse, che consentono al nostro Paese di essere il maggior esportatore mondiale e di poter garantire ai palati più fini una ricchissima offerta enogastronomica.

La viticoltura italiana parla tanti dialetti, si veste di migliaia di personalità e ci seduce con milioni di sfumature. Il vino in Italia è religione, è orgoglio, è sinonimo di un’eccellenza riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo. 

In questo articolo ti guideremo in un viaggio lungo tutta la Penisola, per scoprire insieme i vini rossi regionali più apprezzati d’Italia. 

I vini rossi dell'Italia Settentrionale

Il Nord Italia presenta un’offerta enologica invidiabile ed è da questo pezzo della Penisola che prendono vita alcuni dei vini bianchi più apprezzati a livello mondiale. 

Regioni come la Lombardia, il Veneto, il Friuli e il Piemonte, contribuiscono con le loro tradizioni vitivinicole a collocare il nostro Paese ai primissimi posti nel mondo per eccellenza e qualità dei prodotti offerti. Vini come il Merlot, il Barbera, il Nebbiolo, il Pinot, il Barolo e tanti vitigni ancora, garantiscono all’Italia un posto d’onore nel par-terre del Dio Bacco a livello internazionale.

I vini rossi dell'Italia Centrale

Il Centro Italia è sede di molte eccellenze enologiche, teatro di vini rossi molto differenti tra loro. Regioni come le Marche, l’Emilia Romagna, l’Abruzzo e soprattutto la Toscana spingono il nostro focus sui vini rossi dell’Italia centrale verso indiscusse certezze e piacevoli scoperte. Vitigni dalle origini secolari e nuove esperienze danno modo al Centro Italia di vantarsi di vini unici e inestimabili come: il Chianti, il Montepulciano, il Lambrusco, il Brunello di Montalcino, la Vernaccia Nera. Vini che rappresentano solo le porte di ingresso all’interno di un universo enologico tutto da esplorare. 

I vini rossi del Sud Italia

Il Sud Italia ha tradizioni enologiche antichissime che risalgono fino alla Magna Grecia. Per ovvie ragioni storiche, è senza dubbio la parte di Penisola che maggiormente ha subito le contaminazioni e le inflessioni di popoli e genti antiche, conservando tradizioni vitivinicole secolari, intrise di storia e di personalità. I vini dell’Italia meridionale raccontano perfettamente dell’incontro tra vitigni autoctoni e un terroir straordinariamente fertile, e contribuiscono, con le loro impareggiabili caratteristiche, ad arricchire il patrimonio enogastronomico italiano. Regioni come la Campania, con il suo Aglianico del Taburno e il Taurasi; la Puglia, con il Negroamaro del Salento, il Primitivo di Manduria e la Malvasia Nera e la Calabria e i suoi intramontabili Cirò e Nerello Mascalese.

Infine, è doveroso aprire un discorso a parte per i rossi delle regioni insulari d’Italia, la Sicilia e la Sardegna. Queste due terre meravigliose raccontano attraverso i loro vini i segreti e le tradizioni di contaminazioni millenarie e grazie a vini come il Cannonau, il Syrah, il Nero d’Avola, l’Etna Nero e tanti ancora, rappresentano un patrimonio importantissimo nel panorama enologico del nostro Paese.

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