Vini Bianchi per Regione


Il vino bianco

Il vino bianco, insieme a suo fratello il vino rosso, ha accompagnato l’uomo nel suo cammino millenario sin dai primi passi, definendo, insieme a lui, i confini ancestrali della geografia terrestre. L’ha dissetato, l’ha ingannato, l’ha talvolta reso schiavo ma, in ogni caso, è stato il compagno inseparabile di infiniti momenti felici e indimenticabili. Il vino bianco viene prodotto prevalentemente dai vitigni di uva gialla o verde, ma possiamo ottenere ottimi vini bianchi anche dalla fermentazione alcolica del mosto di uva a bacca nera con polpa incolore.

L’Italia vanta un’antichissima tradizione vitivinicola, risalente, per alcune coltivazioni regionali, addirittura alle lontane civiltà elleniche e fenicie. I vini italiani sono celebri e apprezzati in tutto il mondo e contribuiscono a conferire al nostro Paese quel sex appeal enogastronomico di cui, a ragion veduta, amiamo vantarci in tutto il mondo.

Nel nostro sito troverai una vasta selezione di vini bianchi, scelti con esperienza e passione tra le migliori cantine di ogni Regione italiana. 

Cantine storiche toscane o piemontesi, eccellenze vinicole campane o venete, rossi corposi o leggeri, prestigiosi o beverini, antiche realtà e piacevoli outsider, i vini regionali italiani raccontano le radici, le tradizioni, i profumi di ogni angolo più bello del nostro territorio.

Il procedimento di vinificazione

Il processo di vinificazione in bianco si ottiene, come abbiamo detto, da uve a bacca bianca e nera. 

Andiamo adesso a scoprire come si produce il vino bianco, a descrivere le metodologie, i tempi e le tradizioni che portano alla produzione dei vini bianchi in Italia e che ci vedono protagonisti nel panorama enologico mondiale. 

La fase primaria per la produzione del vino è senza dubbio quella della vendemmia. In questo periodo, che varia a seconda della stagione, della vite e della morfologia del territorio, si procede alla raccolta delle uve da vino e al loro trasporto in cantina. In questa fase occorre fare attenzione che i grappoli restino integri; la rottura della buccia infatti potrebbe comportare inattesi processi fermentativi e la perdita degli aromi primari dell’uva. Per una buona vinificazione in bianco di norma si tende a raccogliere l’uva qualche giorno prima rispetto alla sua maturazione tecnologica, in modo da ottenere un mosto più ricco di acidità. Per ottenere un vino bianco di eccellente qualità è necessario che l’uva venga spremuta quanto prima.

Il primo processo da compiere per cominciare la produzione del vino è quello della diraspatura, cioè la separazione delle uve dai raspi. I raspi vanno eliminati al principio perché possono trasferire al vino sapori erbacei poco graditi. Per avere una compressione soffice dei grappoli e separarli allo stesso tempo dai prodotti di scarto viene utilizzata generalmente una macchina pigio-diraspatrice.

Il secondo processo si chiama macerazione. Il succo ottenuto dalla pigiatura, detto mosto fiore, viene raccolto all’interno di recipienti d’acciaio a temperature che variano tra gli 8-10°C. Oltre al processo di macerazione tradizionale viene spesso utilizzata la tecnica della macerazione a freddo, detta crio-macerazione, a temperature che scendono tra 0-2°C. Attraverso questo procedimento si otterranno vini più corposi, intensi e fruttati.

Comincia così la fase della fermentazione, il processo naturale che consente di trasformare il mosto ottenuto in vino. Prima di fermentare il mosto può essere filtrato allo scopo di eliminare le sostanze solide o chiarificato in modo da ottenere un vino più limpido. Grazie alla fermentazione il succo dell’uva viene convertito in alcol etilico ed anidride carbonica mediante gli enzimi presenti nei lieviti indigeni. Durante questa fase vengono prodotte sostanze secondarie, chiamate sottoprodotti, essenziali per conferire al vino le qualità aromatiche e gustative. Il processo di fermentazione del vino viene svolto in condizioni anaerobiche affinché i lieviti, che inizialmente reagiscono con l’ossigeno presente nel mosto, possano produrre energia attraverso la conversione degli zuccheri quando nel mosto si esaurisce l’ossigeno. Tale procedimento può avvenire in apposite vasche d’acciaio o in tini di legno.

Una volta esaurito lo zucchero trasformabile, i lieviti tendono a depositarsi sul fondo dando origine alla feccia, una poltiglia residuale, formata appunto dai lieviti esausti, che si ottiene a seguito della fermentazione. Da questo punto in poi si potrà procedere a un primo travaso al fine di eliminare i sedimenti dei lieviti. Questo procedimento prende il nome di svinatura. Il mosto verrà poi travasato una seconda volta ed infine decantato e filtrato in modo da eliminare anche gli ultimi residui. 

Come ben sappiamo dell’uva non si butta niente. In seguito alla svinatura le vinacce bagnate che rimarranno all’interno del tino subiranno il procedimento di torchiatura. Attraverso la loro pressione si otterrà un ottimo materiale per la distillazione o la concimazione dei campi. 

La penultima fase della vinificazione prende il nome di maturazione. Con questo procedimento il vino viene messo a riposare in botti di legno o contenitori d’acciaio. Grazie alla maturazione il vino, a questo punto della vinificazione ancora torbido e spiccatamente acido, invecchierà per un periodo che varia da pochi mesi a qualche anno. Il processo di maturazione servirà a conferire al vino tutte le caratteristiche organolettiche di cui dispone. 

L’ultima fase della vinificazione è quella dell’affinamento e della stabilizzazione in bottiglia. Tale fase è necessaria per garantire il giusto equilibrio al vino e poterlo finalmente metterlo in commercio.

In viaggio tra i vini bianchi d'Italia

Il vino bianco è il miglior alleato per accompagnare aperitivi, pasti a base di pesce e cibi più delicati e freschi.

La nostra Penisola presenta una grande varietà di vini bianchi divisi per regione. Dalle pendici dell’Etna ai Colli friulani il vino bianco in Italia racconta le storie di uomini, passioni e tradizioni diverse, che consentono al nostro Paese di essere il maggior esportatore mondiale e di poter garantire ai palati più fini una ricchissima offerta enogastronomica.

La viticoltura italiana parla tanti dialetti, si veste di migliaia di personalità e ci seduce con milioni di sfumature. Il vino in Italia è religione, è orgoglio, è sinonimo di un’eccellenza riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo. 

In questo articolo ti guideremo in un viaggio lungo tutta la Penisola, per scoprire insieme i vini bianchi regionali più apprezzati d’Italia. 

I vini bianchi dell'Italia Settentrionale

Il Nord Italia presenta un’offerta enologica invidiabile ed è da questo pezzo della Penisola che prendono vita alcuni dei vini bianchi più apprezzati a livello mondiale. 

Regioni come la Lombardia, il Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli, il Piemonte, contribuiscono con le loro tradizioni vitivinicole a collocare il nostro Paese ai primi posti nel mondo per eccellenza e meticolosa ricerca della perfezione. Vini come il Gewurztraminer, il Franciacorta, la Malvasia, il Muller-Thurgau, il Riesling, il Pinot, la Ribolla Gialla e tanti, troppi vitigni ancora, garantiscono all’Italia un posto d’onore nel par-terre del Dio Bacco.

I vini bianchi del centro Italia

Il Centro Italia è sede di molte eccellenze enologiche, teatro di vini bianchi molto differenti tra loro. Regioni come le Marche, la Toscana e soprattutto l’Abruzzo spingono il nostro focus dei bianchi dell’l’Italia centrale verso indiscusse certezze e piacevoli scoperte. Grazie a vini leggeri, ma anche adatti all’invecchiamento e con punte di particolare pregio, il Centro Italia può vantarsi di vitigni come: la Vernaccia, il Vermentino, la Passerina, il Pecorino, che rappresentano solo le porte di ingresso all’interno di un universo enologico tutto da esplorare. 

I vini bianchi del Sud Italia

Il Sud Italia ha tradizioni enologiche antichissime che risalgono fino alla Magna Grecia. Per ovvie ragioni storiche, è senza dubbio la parte di Penisola che maggiormente ha subito le contaminazioni e le inflessioni di popoli e genti antiche, conservando tradizioni vitivinicole secolari, intrise di storia e di personalità. I vini dell’Italia meridionale raccontano perfettamente dell’incontro tra vitigni autoctoni e un terroir straordinariamente fertile, e contribuiscono, con le loro impareggiabili caratteristiche, ad arricchire il patrimonio enogastronomico italiano. Regioni come la Campania, con la sua Falanghina e la Coda di Volpe; la Puglia, con il Verdeca, la Malvasia e il Salice Salentino; la Calabria e il suo inconfondibile Cirò e la Sicilia, terra di vini bianchi inarrivabili come lo Zibibbo, l’Etna, l’Inzolia e il Marsala, rendono il Sud Italia un riferimento importantissimo nel panorama enologico italiano.

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