Torraccia del Piantavigna

Torraccia del Piantavigna

STORIA E AZIENDA

In Italia non sono numerose le aree sotto la tutela di una Denominazione d’Origine Controllata e Garantita, l’appellazione più restrittiva nel panorama enologico italiano. In Piemonte, quelle votate alle produzioni a base Nebbiolo sono rappresentate dal Ghemme, Gattinara, Barbaresco, Barolo e Roero. Il Ghemme, per avere le caratteristiche che lo rendono così riconosciuto, deve aderire ad un disciplinare che impone una resa massima di 80q ad ettaro, un invecchiamento minimo di 3 anni. La sua esclusività è anche legata al fatto di essere prodotto solo su 50 ettari dei migliori appezzamenti della zona. Coltivati su un terreno di origine fluvio-alluvionale, relativamente acido e ricco d’argilla, i vigneti beneficiano di un buon drenaggio in quanto localizzati sui pendii collinari e sono curati in modo rigorosamente manuale, così come accade per la vendemmia. La tecnica di diradamento, lasciando un solo grappolo per tralcio, aumenta drasticamente il costo dell’uva, ma è fondamentale per la qualità in quanto favorisce la concentrazione dei sapori e dei profumi. Quest’ultimi sono ulteriormente accentuati dalle condizioni climatiche particolari, con sensibili escursioni termiche diurne-notturne, dovute alle correnti fresche provenienti dalle vicine Alpi. Il risultato è un vino elegante e complesso, riconosciuto negli anni per la sua ricchezza, la sua struttura e i suoi aromi, in grado mesmerizzare quando è al massimo del suo potenziale, ossia dopo un adeguato invecchiamento. Sebbene meno noto del suo parente Gattinara, il Ghemme, grazie ad una crescente produzione di alta qualità, è senza dubbio destinato a veder crescere la sua fama di vino prestigioso.

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