Sartori

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STORIA E AZIENDA

Oggi Sartori è un’azienda di successo dalla vocazione internazionale, che realizza oltre l’80% del suo fatturato in più di 50 Paesi: in tutta l’Europa, in America del Nord e del Sud, in Russia, nel Sud Est Asiatico. Quel motto “di Verona” e la fiera presenza di Cangrande della Scala che campeggiano sul logo, certificano il profondo e indissolubile legame con i luoghi, la storia, la bellezza e l’eleganza di una delle città più visitate al mondo. Sartori, come amano dire in azienda, ha sempre combattuto per Verona, lavorando esclusivamente sui vini classici veronesi: Valpolicella, Soave, Bardolino, Bardolino Chiaretto, reinterpretati in chiave elegante e personalizzata, per adattarli al gusto dei consumatori dei quattro angoli del mondo, grazie a percorsi enologici dedicati e, soprattutto, con il lavoro di fino fatto dai master blender e da un’equipe internazionale di enologi. Le etichette sulle quali l’azienda oggi punta sono Regolo Valpolicella Superiore DOC Ripasso e Marani Bianco Veronese IGT, vini-brand molto rappresentativi del bouquet Sartori. Con questi due vini Sartori lavora ai confini del disciplinare, sempre usando varietali e vitigni di Verona, ma con la mano più libera per creare uno stile e una riconoscibilità caratteristica che l’azienda vorrebbe fossero, un giorno, espressione diretta del suo stile elegante della sua identità di winemaker. Dietro a una gamma così ampia e “solida” ci sono continui aggiornamenti nella conduzione dei vigneti, negli impianti e nelle metodologie produttive. Non si contano poi le certificazioni di qualità che prendono in esame ogni micro-segmento del percorso e riflettono una cura, una dedizione e una preparazione davvero esemplari.

LA SFIDA DEL BIOLOGICO

Se in tema di vino oggi non c’è più molto da inventare, commercialmente i programmi dell’azienda sono ancora parecchi e ambiziosi. Uno dei progetti più appassionanti riguarda l’acquisizione della Mont’Albano, azienda agricola Friulana fra le prime a credere e a investire nel vino biologico. Riconoscendosi in questo modello di agricoltura e cogliendone il potenziale, nel 2008 Sartori ha sposato la filosofia del suo fondatore Mauro Braidot dotandolo dei mezzi più innovativi per produrre i vini classici della zona DOC Friuli Grave e, soprattutto, innestando a valle di un processo produttivo totalmente eco-compatibile la forza dirompente del marketingmade in Sartori. Sempre in campo bio, Sartori è pioniera anche in Abruzzo, terra dal potenziale viticolo tanto importante, quanto poco sfruttato, sia in termini produttivi che di immagine, di marketing territoriale. L’azienda ha, nell’anno 2003, stretto un accordo con la Tenuta Cerulli Spinozzi, con l’obiettivo di ridare slancio e valore ai 53 ettari di vitigni autoctoni da cui vengono prodotti vini storici e pregiati del Sud Italia come il Montepulciano d’Abruzzo, il Colline Teramane DOCG o il Trebbiano d’Abruzzo, etichette che costituiscono un patrimonio di inestimabile valore per la cultura e l’identità di quei luoghi.

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