Les Cretes

Les Cretes

STORIA

Sembra di essere in una favola. La storia della famiglia Charrère ha inizio nel 1750 e vive ancora oggi con grande rispetto delle tradizioni e dei valori tramandati nel tempo. L’attenzione all’innovazione e la cura del territorio sono il motore di un’azienda che mette anima e cuore nella viticoltura.

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Un luogo in cui concedersi una sosta, nella cornice delle nostre montagne.
Uno spazio armonioso dedicato alla degustazione dei nostri vini.
Punto di partenza per un itinerario enogastronomico alla scoperta delle nostre radici.

Azienda

L’azienda vitivinicola Les Crêtes nasce nel 1989 in Aymavilles (Valle d’Aosta), per opera di Costantino Charrère ed è oggi gestita dalla sua famiglia che, proprietaria di uno storico mulino ad acqua del ’700 e delle antiche cantine di Via Moulins, si occupa, da cinque generazioni, di produzioni agroalimentari. La zona di coltivazione dei vigneti si estende per 25 ettari lungo l’asse orografico della Dora Baltea nei comuni di Saint Pierre, Aymavilles, Gressan, Sarre, Aosta e Saint Christophe.

L’areale produttivo, che ha origine nel difficile territorio di montagna, è caratterizzato da un’alta frammentazione dei vigneti ed elevate densità di impianto (8.000-9.000 piedi/Ha) dovute alle pendenze dei terreni, i cui suoli morenici e sabbiosi, costituiscono ambiente ideale per la coltivazione di numerose varietà autoctone ed internazionali.

Il clima alpino influenza fortemente le caratteristiche organolettiche dei vini locali: le uve, vendemmiate tardivamente, subiscono forti sbalzi di temperatura dovuti all’escursione termica autunnale (giorno/notte +22°C/0°C); tale fenomeno, tipico delle aree montane, favorisce la formazione dei precursori aromatici nel grappolo, che arricchiscono considerevolmente la componente aromatica dei vini.

La gestione agronomica dei vigneti, basata sul rispetto dell’ambiente, e la valorizzazione del “terroir”, sono punti focali di una filosofia aziendale che unisce le tradizionali tecniche di coltivazione alla passione per l’innovazione e la ricerca tecnologica. I trattamenti fitosanitari, in linea con i programmi europei di settore, prevedono un limitato uso di fitofarmaci.

La produzione annua complessiva è di 170.000 bottiglie. Il comparto di vigneti più ampio si sviluppa nella zona “Les Crêtes” di Aymavilles, dove la panoramica collina del Côteau la Tour offre la sua torre medievale, abitata sino al secolo scorso da un eremita del villaggio, oggi simbolo dell’azienda. Essa è ben visibile alla sinistra dell’uscita del casello Aosta ovest, arrivando da Torino.

Le varietà coltivate sono sia autoctone (Petit Rouge, Fumin, Petite Arvine, Gros Rouge, Cornalin, Mayolet, Prëmetta) che internazionali (Pinot Noir, Chardonnay, Syrah). La “tensione” produttiva aziendale è rivolta all’intera filiera produttiva, dove gli interventi vengono realizzati con la massima attenzione e cura, nella continua ricerca della qualità.

La Cantina è dotata di sala di degustazione e ampio parcheggio ed è posizionata in un sito panoramico, a 1 Km dal casello autostradale Aosta Ovest dell’autostrada per il Traforo del Monte Bianco.

Filosofia

L’azienda Les Crêtes produce i suoi vini in un contesto molto particolare, caratterizzato da montagne elevate, pendenze sabbiose e temperature alpine.

L’attenzione all’ambiente, tecniche di coltivazione specializzate abbinate alla ricerca e alla sperimentazione sono aspetti fondamentali per la nostra realtà, che ha un legame intrinseco e focalizzato con l’habitat circostante.

Ogni attività viene svolta con la massima dedizione e cura, in relazione alla qualità e alla passione che ci contraddistingue.

Ricordiamo che Les Crêtes segue a pieno le linee guida dei programmi europei di settore per quanto concerne i trattamenti fitosanitari, scegliendo di fare un utilizzo ridotto di fitofarmaci.

Dare valore al territorio significa tutelarne l’identità

La filosofia dell’azienda Les Crêtes continua a seguire i valori delle generazioni passate valorizzando il “terroir” con fedeltà e rispetto delle tradizioni. Lo sguardo, però, è sempre rivolto a quel futuro di innovazione che permette di esprimere appieno le potenzialità di un territorio vitivinicolo di montagna come quello valdostano: unico e irripetibile.

rifugio

Il Rifugio del Vino

Il “Rifugio del Vino” un edificio di circa 170 metri quadrati costruito a fianco della storica cantina dell’Azienda. Un progetto ambizioso, l’unione del vino, della cultura della montagna, dell’architettura.

Il progetto, che ha avuto una menzione speciale nel concorso internazionale “ Le cattedrali del Vino” della rivista Il gambero Rosso , evento collaterale della biennale di Venezia, è dell’Architetto Domenico Mazza di Courmayeur, l’ispirazione arriva dai nuovi rifugi alpini. L’impatto è d’effetto, con un tetto che ricorda nella forma le montagne e con una struttura in cui a dominare sono le vetrate. Entrando si potrà vivere un’esperienza sensoriale, con una zona dedicata alle essenze e una biblioteca con libri della Valle d’Aosta e del vino , tutto questo in un luogo in cui potersi accomodare, leggere, bere un bicchiere ed osservare il panorama.
La scelta dell’architettura e del nome “Rifugio” ha un doppio significato: “abbiamo le montagne più belle e vogliamo ricordarlo portando un rifugio in valle.” E poi vale anche il concetto di rifugio inteso come posto dell’accoglienza. Un luogo insomma in cui ricercare l’autenticità di un territorio. Il paesaggio armonioso delle montagne valdostane, il clima e la cordialità delle persone rendono Les Cretes il luogo ideale per visite guidate e degustazioni.

L’architetto ha realizzato un edificio dall’aspetto decisamente contemporaneo che nasce in realtà dalla trasformazione di un precedente progetto di ampliamento già avviato dalla proprietà e poi rivisto.
L’architetto Mazza ha perciò dovuto pensare all’ edificio partendo da alcune strutture in cemento armato già presenti che ne hanno fortemente influenzato l’impianto insediativo.
La cantina appare come una grande tettoia in legno lamellare, coperta in lamiera e con le tamponature verticali quasi esclusivamente vetrate. Il profilo complesso della costruzione – che da lontano ricorda quasi quello di un massiccio montuoso – nasce dalla compenetrazione di diversi volumi semplici tra loro inclinati. Quando cala la sera, il sapiente uso di trasparenze e illuminazione non fa che accrescere il carattere decostruttivista, quasi espressionista, di quest’opera. Sotto questa grande corte coperta trovano spazio i diversi ambienti della produzione, della vendita e anche del loisir tenuti insieme da un’interessante percorso di visita.

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