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Greco di Tufo 2018 Cantine di Marzo

10,00 €
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Descrizione

Il Greco di Tufo di Cantine di Marzo è un vino tipicamente territoriale delle terre di Tufo; nasce infatti nei vitigni esposti a Sud-Ovest nelle regioni di San Paolo e Santa Lucia, ad un'altitudine compresa tra i 350 m. ed i 450 m. Viene affinato per 6 mesi sulle fecce dopo una fermentazione alcolica in vasche di acciaio inox a temperatura controllata.  Si presenta con un colore giallo paglierino intonato con morbide sfumate dorate. Le sfumature olfattive di erbe aromatiche fuse alle morbide note di frutta tropicale renderanno il vostro calice pieno di personalità e sapore

INFORMAZIONI TECNICHE
1598

Scheda tecnica

Prodotto
Greco di Tufo
Annata
2018
Tipologia
Vino bianco
Provenienza
Italia
Regione
Campania
Comune di produzione
Tufo
Varietà uve
Greco di Tufo
Altitudine
350-500 metri s.l.m.
Esposizione
Sud-Ovest
Tipologia del terreno
Argilloso e calcareo
Estensione dei vigneti
23 ha
Resa per ettaro
70 q.li/ha
Bottiglie prodotte annualmente
150.000
Fermentazione
Alcolica a temperatura controllata in vasche d'acciaio
Vinificazione
Assemblaggio di fiore e leggera pressatura
Affinamento
Su fecce fini in vasche di acciaio inox a temperatura controllata
Vitae AIS
3 viti
Gambero Rosso
3 bicchieri
Bibenda
4 grappoli
Bicchiere consigliato
Calice con apertura media
Temperatura di servizio
10-12 °C
Abbinamenti gastronomici
Perfetto per portate con frutti di mare e pesce
Bottiglia da
0,75 l.
Colore
Giallo paglierino con morbide venature dorate
Profumo
Agrumi e frutta tropicale con sentori di erbe aromatiche
Sapore
Fresco e dinamico con un'estasiante sapidità
Produttore: Cantine di Marzo

STORIA

Nel 1647 Scipione di Marzo lasciò il suo paese natale di San Paolo Belsito vicino Nola per fuggire alla peste che imperviava e si rifugiò a Tufo dove iniziò nel 1648 la costruzione delle sue cantine. Col passare dei secoli i di Marzo divennero far i piu importanti possidenti terrieri della zona. Nel 1866 – Francesco di Marzo, mentre era a caccia sulle sue terre, vide dei pastori che bruciavano delle pietre per riscaldarsi.
Esaminando questa pietra Francesco di Marzo vide che si trattava di un pezzo di zolfo trovato sulle sue terre. Con questa scoperta, la famiglia di Marzo iniziò un’importante attività mineraria di zolfo naturale essenziale all’agricoltura che riforniva gli agricoltori della zona e che diede lavoro a più di 500 dipendenti fino all’inizio degli anni 1980 quando le miniere si esaurirono.

Ancora oggi i vecchi stabilimenti di trasformazione dello zolfo sono un punto di riferimento di architettura industriale ottocentesca che viene visitata regolarmente da studenti di architettura. Altri di Marzo svolsero ruoli importanti nello sviluppo del territorio. Donato di Marzo fu Deputato e Senatore dal 1880 al 1911 e svolse un ruolo essenziale nello sviluppo della ferrovia nella regione. Vito di Marzo negli anni venti e trenta fu anche deputato e un personnaggio importante dell’industria locale. Alberto di Marzo, anche negli anni venti fu deputato alla camera ed è ricordato anche come un grande sportivo e pilota di corsa automobilistica, nonchè organizzatore della corsa automobilistica “Principe di Piemonte“.

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Cantina

Nel 1647 Scipione di Marzo, capostipite della famiglia, lasciò il suo paese natale di San Paolo Belsito, vicino Nola, per fuggire dalla peste. Partendo, si portò  le viti d’un vitigno bianco locale, all’epoca chiamato Greco del Vesuvio oppure Greco di Somma. Quando si stabilì a Tufo, piantò quest’uvaggio in un territorio che all’epoca era soprattutto vitato a rosso. Diventò così il creatore del vino Greco di Tufo. Nel 1648 prese possesso dei cunicoli medievali delle mura di cinta del paese dove istallò la cantina e il palazzo di Marzo che oggi costituiscono il patrimonio architettonico dell’Azienda. Site in centro del paese, le Cantine e il Palazzo sono una parte integrante delle mura di cinta originarie del paese. Sopra la Cantina, il Palazzo fortificato seicentesco è caratteristico dello stile architettonico dell’epoca. Le cantine sono costituite da una serie di grotte e cunicoli scavati nel tufo che permettono di mantenere una temperature costante tutto l’anno.

La struttura della cantina su una dislivello di più di 20 m permette l’uso della gravità per lo spostamento del vino e del mosto, in questo modo traumatizzando il meno possibile il mosto durante il processo di vinificazione. L’azienda usa le apparecchiature più moderne e si fa  consigliare da enologi di prima classe: Paolo Caciorgna ed Emilia Tartaglione, per i vini fermi, e Maurizio Baldi per i vini spumanti. Il processo di vinificazione è seguito con un attenzione estrema affinchè il vino esprima tutto la sua personalità donatagli dal territorio. Ricca di queso patrimonio storico e di tecniche di vinificazione d’avanguardia, le Cantine di Marzo sono un testimone di una tradizione che risale al medio evo. L’Azienda viene regolarmente visitata da gruppi turistici interessati a visitare un altro aspetto storico della Campania o semplicemente a provare vini con il sapore del territorio.

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