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Cadium 2017 Masseria Frattasi

Cadium di Masseria Frattasi è un 100% Aglianico prodotto in Campania. Si presenta con un color rosso cupo ed un profumo di mirtilli e confettura di ciliegie. L’etichetta è della manifattura Giustiniani di Napoli, la più importante fabbrica di ceramiche d’Europa nel 1700. L’aglianico del Taburno è molto particolare per i suoli della montagna, una via di mezzo a livello di consistenza tra il Vesuvio e le Dolomiti. Infatti le sue rocce sono dolomie

12,30 € (Iva inc.)
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INFORMAZIONI TECNICHE
1641

Scheda tecnica

Prodotto
Cadium
Annata
2017
Tipologia
Vino rosso
Provenienza
Italia
Regione
Campania
Varietà uve
Aglianico
Altitudine
380/500 metri s.l.m.
Bottiglie prodotte annualmente
20.000
Vinificazione
Macerazione pellicolare per 15 giorni a 24°. Affinamento in barriques di secondo passaggio francesi di Allier, Nevers e Vosges a tostatura forte e media per 9 mesi. Altri 3 mesi di riposo in bottiglia
Gradazione alcolica
30,00% vol.
Temperatura di servizio
18 °C
Bottiglia da
0,75 l.
Colore
Rosso cupo
Profumo
More selvatiche, mirtilli e confettura di prugne rosse
Sapore
Denso e polposo
Produttore: Masseria Frattasi

Radici, storia e tradizione

L’azienda vinicola Masseria Frattasi sorge in montagna, sotto il Taburno, l’edificio è del 1779, anno di fondazione dell’azienda agricola. Taburno deriva da Taurn, che in dialetto minoico significava montagna solcata da forre e canyon. Le popolazioni di Creta portarono la vite nella prima colonizzazione greca in queste terre, tremila anni fa. La famiglia Clemente ha dato inizio al rinascimento viticolo della zona. Ha fatto conoscere la falanghina, il vitigno a bacca bianca più antico d’Europa, in tutti mercati del mondo, dal Giappone alla Svezia, da Phoenix a Tokyo, da San Diego al Cairo. Da qui, dai terreni del nonno Antonio le prime marze delle piantine iniziarono ad essere diffuse nelle altre province e nei comuni della zona. In questo pugno di pietre schiacciate sui ripidi fianchi della montagna la falanghina è sempre stata coltivata, la zona è la capitale del più pregiato bianco del Sud. Le etichette dei vini hanno una ceramica sulla parte frontale. Sono opera di Giustiniani, il più famoso ceramista del Settecento, col classico giallo, verde e azzurro della tradizione napoletana. Giustiniani aveva una bottega a pochi chilometri dalla masseria, decorò la cappella palaziale del Seicento. Quando il terremoto distrusse la cappella abbiamo recuperato le riggiole, le mattonelle raffigurate sulle etichette e le abbiamo fatte rivivere non più sotto i piedi dei fedeli, ma davanti al loro palato. Masseria Frattasi è anche un luogo di vita, la titolare Caterina Cecere è una viticoltrice da quando aveva cinque anni e ha fatto la sua prima vendemmia, insegna allo sterminato esercito di nipotini, di tutte le età, da Delfina a Beniamino, come si vive in campagna, dal mosto cotto al passito, dalle marmellate di aglianico ai gelati di falanghina, dalle grappe con uve passite di falanghina raccolte a dicembre all’arrosto cotto con l’aglianico. Non ci sono declinazioni gastronomiche dove non ci sia l’uva e il vino, tra cento varietà e mille maturazioni. Tra le poderose mura della’azienda e della cantina, spesse anche un metro e mezzo i ritmi di vita sono lenti e scanditi con i ritmi delle vendemmie.

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