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Ambruco 2015 Pallagrello Nero Terre del Principe IGT

25,60 €
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Descrizione
Il nome Ambruco deriva dalla contaminazione linguistica di "vitis labrusca", ossia vite selvatica. Nella omonima località, esistevano piante secolari di viti selvatiche considerate dai contadini, per la loro vetustà, quasi sacre. Si presenta con un color rosso rubino carico; al naso si palesano odori balsamici e sentori di cioccolato, frutti di bosco e pepe verde. In bocca è armonico, con tannini eleganti ed equilibrati.
INFORMAZIONI TECNICHE
104

Scheda tecnica

Prodotto
Ambruco Pallagrello Nero
Classificazione
Pallagrello Nero IGT
Denominazione
IGT
Annata
2015
Tipologia
Vino rosso
Provenienza
Italia
Regione
Campania
Varietà uve
100% Pallagrello nero in purezza
Tipologia del terreno
Argilloso
Densità d'impianto
5000 ceppi/ha
Tipo di raccolta
Manuale
Epoca di vendemmia
Tra la terza decade di ottobre e la prima di novembre
Resa per ettaro
60 q.li/ha
Vinificazione
Macerazione prolungata e affinamento in barriques nuove di rovere francese per 12 mesi
Temperatura di servizio
16-18 °C
Abbinamenti gastronomici
Carni rosse e primi piatti ben strutturati
Bottiglia da
0,75 l.
Colore
Rosso rubino carico
Profumo
Sentori balsamici e di piccoli frutti di bosco
Sapore
Potente e di grande struttura,con tannini di estrema eleganza ed equilibrio. La persistenza aromatica è lunghissima e sfuma lentamente in una scia speziata con sentori di more e mirtilli
Produttore: Terre del Principe

STORIA E AZIENDA

Terre del Principe nasce in Campania, tra le dolci colline di Castel Campagnano, poco più di mille abitanti, in provincia di Caserta. Il territorio è un vero e proprio anello di congiunzione tra i massicci montuosi del Taburno e del Matese, i terreni sono ricchi delle preziose “arenarie di Caiazzo” che donano ricchezza al suolo, tanto da farne una delle zone più vocate alla coltivazione di vite ed olivo. Tra le montagne scorre il fiume Volturno che ha segnato profondamente la storia di questo territorio e che ha regalato per secoli acqua e vita. Castel Campagnano, con il suo bel palazzo ducale, è separata soltanto da "due tiri di fucile" dalla bella Caiazzo, dominata dall'imponente castello dono d'amore di Alfonso d'Aragona a Lucrezia d'Alagno. Vicinissima è la basilica benedettina di Sant'Angelo in Formis, una delle più importanti d'Italia e il prezioso centro storico di Sant’Agata de’ Goti. Poco meno di 20 chilometri, invece, separano l'azienda da Caserta, dove sorge la Reggia vanvitelliana. Terre del Principe è a un'ora dall’aeroporto di Napoli, a un'ora e mezzo dagli imbarchi per Ischia e Capri e altrettanto dalla Costiera Amalfitana e Sorrentina.

LA CANTINA

Adagiata sulle colline disseminate di vigneti della Valle del Medio Volturno, la cantina di Terre del Principe è un piccolo prezioso scrigno nel quale la vita privata e quotidiana di Peppe e Manuela è cadenzata dal respiro dei vini che fermentano o riposano in cantina. Come un bambino che cresce, i vini vengono giorno dopo giorno condotti per mano verso il momento finale, la bottiglia. Contemporaneamente, ogni sforzo viene messo nella cura delle vigne, dove nascono e si sviluppano armonicamente le uve che daranno i vini della stagione successiva. A scandire i tempi preziosi della cantina c'è un nostro carissimo amico: il professor Luigi Moio. La sua competenza enologica e scientifica, la sua passione, la sua grande conoscenza dei vitigni campani e del Pallagrello e del Casavecchia in particolare, lo rendono un anello indispensabile di questa nostra avventura. Come amiamo dire spesso, Pallagrello e Casavecchia sono come un Pinocchio a cui Peppe ha dato il cuore, Manuela la parola e Luigi l’intelligenza. Nel cuore di Castel Campagnano c’è la cantina di Terre del Principe. Simile ad una cattedrale nel cuore della terra, a 10 metri di profondità, un antichissimo cellaio di circa cento metri quadrati ci riporta indietro nel tempo. Interamente scavato a mano nel tufo, con milioni di colpi di scalpello, risale al X sec. d.C., epoca della fondazione di Castel Campagnano. Secondo alcuni storici, la cantina poteva far parte delle servitù esterne del Castello longobardo, sui cui resti nel ‘700 è stato costruito il Palazzo ducale. Alla cantina si accede da un ampio locale del XV secolo, con pozzo e fornacella, un tempo adibito a palmento. Oggi il primo piano accoglie la cantina "moderna" con i serbatoi di acciaio e le macchine per la vinificazione, mentre sottoterra è stata collocata la bottaia aziendale.

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