Insoglio del Cinghiale 2016 Tenuta di Biserno Toscana Rosso IGT

Insoglio del Cinghiale 2018 Tenuta di Biserno Toscana Rosso IGT

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Il vino più importante della Tenuta Campo di Sasso. È composto da Syrah e la restante parte è un blend di Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot. Insoglio del Cinghiale è un vino carnoso, proveniente dal terroir distintivo della Maremma. Le caratteristiche pepate provengono dal Syrah e ne fanno l’accompagnamento ideale per piatti di selvaggina, come il cinghiale locale selvatico (da cui prende il nome), fagiano arrosto o stufati di selvaggina.
Prodotto
Insoglio del Cinghiale
Denominazione
Toscana Rosso IGT
Annata
2018
Tipologia
Vino rosso
Provenienza
Italia
Regione
Toscana
Varietà uve
Petit Verdot
Tipo di raccolta
Manuale in cassette da 15 kg
Epoca di vendemmia
Settembre
Vinificazione
Diraspatura e pressatura soffice seguita da fermentazione a temperatura controllata in tini di acciaio inox per circa 21 giorni a 28 °C Il 10% del vino svolge la fermentazione malolattica in barriques, il resto in tini di acciaio inox
Bottiglia da
0,75 l.
Colore
Rosso rubino intenso con riflessi porpora
Profumo
Fruttato intenso con sentori di rovere speziato e liquirizia
Sapore
Armonico ed equilibrato, tannini rotondi
ss268

Lodovico Antinori, il genio di Ornellaia e Masseto, dopo aver portato i suoi vini alla vetta più alta che esista, si è rimesso in gioco, puntando questa volta forse ancora più in alto. Nel 1995, infatti, lo stesso Lodovico Antinori scopre i terreni della Tenuta di Biserno, e pensa inizialmente di inglobare gli appezzamenti proprio con quelli della Tenuta dell’Ornellaia, salvo poi ricredersi dopo essersi reso conto che la natura e le dimensioni del terreno richiedevano un progetto vitivinicolo separato. Siamo a un passo da Bolgheri, nell'Alta Maremma, e Lodovico comprende da subito le alte potenzialità di questo territorio per i tagli bordolesi. Per il Marchese, “i vigneti di Bibbona e Bolgheri s’incontrano, ricordando quelli di Saint-Émilion e Pomerol”. La Tenuta è costituita da un'unica grande vigna, chiamata Bellaria, che nell’area meridionale appartiene al territorio di Bolgheri, mentre nella zona settentrionale rientra nell’areale di Biserno. È qui che si distende il vigneto Lodovico: sei ettari di terreni oramai considerati da tutti come quelli più vocati della zona. Tra i filari, si incontrano principalmente piante di cabernet franc, cui si aggiungono piccole percentuali di viti di merlot, cabernet sauvignon e petit verdot, a completare la composizione vitata. Su suoli di natura alluvionale, ricchi di calcare, carbonato di calcio e ciottoli, e godendo di un microclima rinfrescato da costanti brezze, sono coltivate e raccolte uve pregiate e schiette, concentrate in ogni più piccola sfumatura organolettica. Parte di Biserno è anche una seconda tenuta, Campo di Sasso, adiacente alla prima e costituita da tre vigneti, dove il syrah trova condizioni ideali di crescita. In cantina, la consulenza enologica è affidata a Michel Rolland, l'enologo a cui tante cantine al mondo devono la loro fama, tra i quali molti dei più grandi Château di Bordeaux. Tutto ciò si traduce in quattro nomi, quali “Biserno”, “Lodovico”, “Insoglio del Cinghiale” e “Il Pino di Biserno”: quattro vini, che parlano della massima eccellenza enologica, espressa da una delle famiglie più storiche del panorama vitivinicolo internazionale.

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